Mal comune mezzo gaudio?

La bufera che si è scatenata nelle ultime settimane sui titoli bancari non sembra più essere confinata agli istituti di credito italiani: per due sedute consecutive infatti, persino un colosso come Deutsche Bank è stato bersaglio di forti vendite, anche se poi il titolo ha recuperato parte delle perdite: le azioni della banca tedesca sono crollate del 10% a Francoforte nella prima seduta della settimana e il giorno successivo sono scese di un altro 14%. Da inizio anno il titolo ha perso oltre il 35% del suo valore in Borsa, mentre il costo dei CDS, lo strumento per assicurarsi contro il default, ha toccato picchi che non si vedevano dal 2011.

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Andamento del titolo a un mese, fonte: Bloomberg

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Andamento del titolo a un anno, fonte: Bloomberg

Ma che cosa è successo?

A scatenare le vendite sono state alcune voci secondo cui la banca non disporrebbe della liquidità sufficiente a pagare le cedole sulle obbligazioni Additional Tier 1 (un tipo di CoCo bond), in scadenza ad aprile: si tratta di bond bancari subordinati della tipologia più rischiosa, il che significa che questi strumenti sono i primi – nel panorama dei prodotti obbligazionari – a subire le conseguenze di eventuali problemi della banca. Nello specifico, le obbligazioni Additional Tier 1 partecipano all’assorbimento delle perdite della banca – trasformandosi sostanzialmente in azioni – nel caso in cui gli indici patrimoniali delll’istituto scendano sotto un certo livello. Si tratta di bond perpetui, cioè senza scadenza, su cui l’emittente può saltare il pagamento delle cedole nei periodi di stress.

Il panico sui mercati è stato tale che il co-CEO John Cryan, al timone della banca da circa sette mesi, ha scritto una lettera aperta ai dipendenti nel tentativo di rassicurarli sulle condizioni del gruppo. “Nel quarto trimestre la volatilità dei mercati ha pesato sugli utili di molte grandi banche, soprattutto europee, e alcuni clienti potrebbero farsi delle domande sull’impatto che questo ha avuto su Deutsche Bank”, si legge nella nota firmata da Cyran. “Potete dire loro che Deutsche Bank è solida come una roccia, grazie al buon livello di capitale e al posizionamento in termini di rischio”.

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Quanto ai dettagli più tecnici, è toccato al CFO Marcus Schenck gettare acqua sul fuoco: “Per il 2016 la nostra capacità di pagamento dovrebbe aggirarsi intorno a 1 miliardo di euro, quindi ampiamente sufficiente per pagare il coupon sulle obbligazioni AT1 in scadenza ad aprile, che hanno un valore complessivo di 350 milioni di euro. Per il 2017 invece prevediamo di avere a disposizione 4,3 miliardi di euro, ma bisognerà vedere anche i risultati operativi del 2016. Queste riserve arriveranno in parte dalla cessione della nostra quota del 19,99% in Hua Xia Bank, anticipata a metà 2016”, ha spiegato il manager.

L’A.D. Cyran si è poi soffermato su un altro punto particolarmente sensibile per la banca: quello degli accantonamenti per le spese legali. Deutsche Bank infatti ha chiuso l’esercizio 2015 con una maxi-perdita netta di 6,8 miliardi di euro, causata in parte dai costi di ristrutturazione e in parte proprio dai pesanti accantonamenti per le spese legali – le cause in essere sono circa seimila, scrive Repubblica.it. Tra le ultime, lo scorso maggio la banca ha ricevuto una multa record da 2,5 miliardi di dollari per il suo coinvolgimento nei casi di manipolazione dei tassi di cambio. Inoltre il gruppo è stato indagato dalle autorità svizzere per possibili frodi nel fixing dei metalli preziosi e gli inquirenti statunitensi stanno investigando sulla sua divisione di Mosca per il sospetto di riciclaggio. “Sappiamo che quasi sicuramente dovremo aumentare le nostre reserve per le spese legali nel 2016, ma ne abbiamo già tenuto conto nella preparazione del piano finanziario”, ha assicurato John Cyran, che ha promesso nei mesi scorsi un drastico mutamento culturale all’interno della banca.

Anche il ministro delle Finanze tedesco si è mobilitato per cercare di riportare un po’ di calma sul titolo bersagliato dalle vendite: nel corso di una conferenza stampa, un suo portavoce ha sottolineato che Wolfgang Schaeuble non è affatto preoccupato a proposito di Deutsche Bank.

Infine è arrivata un’indiscrezione del Financial Times, secondo cui Deutsche Bank starebbe preparando un piano di riacquisto di obbligazioni senior per diversi miliardi di euro. Dall’operazione però, scrive il quotidiano, rimarrebbe esclusa la categoria dei contingent convertible bond, tra le più penalizzate nei giorni scorsi.

Il fuoco incrociato di dichiarazioni sembra aver placato il panico, almeno per il momento. Da parte nostra, lo abbiamo detto e ripetuto, riteniamo che l’attuale crollo dei titoli bancari sia da attribuire più che altro ad una fase di risk-off generalizzata degli operatori. Ma sia in Italia che in tutta la zona euro, le banche hanno oggi gli stessi problemi strutturali che già avevano quando i mercati salivano. Insomma: dal nostro punto di vista lo scenario macroeconomico e di rischio rimane lo stesso di qualche mese fa. Anche dopo il crollo di questi giorni, pensiamo che una crisi finanziaria sistemica non sia poi così dietro l’angolo. Ovviamente vista la situazione incerta teniamo le antenne dritte e continuiamo a monitorare la situazione con attenzione.

Articolo a cura di Diana Bin – Pubblicato su Adviseonly.