Questo breve articolo vuole evidenziare come il rischio è insito nella attività dei colleghi che operano nel settore della finanza e della tesoreria. Pur avendo tutti noi l’attenzione e prudenza necessaria, abbiamo potuto riscontrare come una adeguata copertura D&O, costruita e armonizzata alle esatte necessità, avrebbe reso tranquille le giornate di lavoro di tanti colleghi tesorieri e CFO ma anche quelle di imprenditori e azionisti

Tutti noi abbiamo sicuramente partecipato, almeno una volta, sia che si sia imprenditori o manager, a qualche seminario, workshop e convegno sul come gestire al meglio un’Azienda ai giorni nostri, pertanto non voglio essere ripetitivo o peggio “riscaldare la minestra” per riempire uno spazio di stampa.

Voglio di contro inquadrare alcuni aspetti della “vita Aziendale” che potrei riassumere con la parola Rischio e, in particolare, la messa in sicurezza e il trasferimento a terze parti/assicurazione.

Scrivendo questo intervento non posso non far riferimento a quei rischi che potenzialmente affrontate Voi, membri dell’Associazione quotidianamente.

Gli operatori aziendali sono chiamati, pagati, a intraprendere azioni per creare profitto. Profitto che nella nostra economia attuale sembra essere la cartina di tornasole del successo o dell’insuccesso, ma a che costo inerziale? Intendendo quest’ultimo come concatenamento di eventi successivi al risultato.

Quanti manager analizzano realmente il rischio, inteso come probabilità che un evento avvenga, sia esso positivo che negativo? Quanti manager hanno poi degli imprenditori illuminati che spingono per la valutazione reale del rischio, facendo seguire a ciò le proprie decisioni anche di non business?

Ancora più ficcante è la domanda, la più importante: quanti avvertono “il Rischio”?

Analizzare l’azione da intraprendere sotto vari e angolazioni, non solo le più positive, è un passo molto evoluto, vuol dire appunto possedere la percezione del rischio.

Quante azioni vengono intraprese senza percezione del rischio, senza essersi posti la domanda se saremo in grado di sopportare l’evento nel suo peggior impatto?

Sono certo che molti, forse tutti, risponderanno, quasi scandalizzati, che un buon manager esegue sempre un’analisi prospettica!!

Analizzare l’azione da intraprendere, analisi del rischio, è un passo molto evoluto, vuol dire appunto avere la percezione del rischio.

Se così fosse, i tribunali, dove poi si vanno a discutere gli esiti infausti di scelte aziendali/imprenditoriali, dovrebbero essere vuoti, invece i giudici sono sempre più chiamati a pronunciarsi al fine di identificare le responsabilità delle scelte manageriali ed a procedere alla definizione del “quantum” e del “a chi” va richiesto/addebitato il pagamento del danno.

CHI? Eccoci al punto.

Il CHI dovrà sopportare l’impatto economico (non voglio analizzare qui la parte prettamente penale delle questioni).

CHI azienda?

Ma CHI nell’azienda ha operato?

E’ appunto su questo CHI che ricade l’onere del risarcimento.

L’azienda potrà esercitare nei confronti dei responsabili un’azione di responsabilità imputando al manager il danno: a nessuno piace restare con il cerino acceso in mano!!

Da qui la necessità di essere coscienti che qualsiasi nostra azione, seppur soppesata, ha un’alea di rischio negativo e che pertanto potrebbe generare un danno economico e quindi l’azienda, manager, operatore deve riflettere se rischiare direttamente, auto assicurarsi o cedere il rischio a terzi sottoscrivendo una polizza di assicurazione.

Tutto quanto esposto fa parte di quella vasta materia che è il “Risk Management”, operato attraverso

la funzione professionale dei Risk Manager.

Senza voler abusare di paroloni che il più delle volte hanno senso in aziende strutturate di alto livello, voglio solo sottolineare come farsi trovare pronti, consente alle aziende e ai suoi manager di preservare i rispettivi patrimoni al di là del piano assicurativo.

Ricordo solo che tutte, dico tutte, le azienda e relativi manager che sia la multinazionale o l’azienda familiare, soggiacciono alle stesse disposizioni di legge (dlegs 81/2008 – dlgs 231/01 etc…).

La soluzione assicurativa è quella che permette, con un costo certo, di trasferire il rischio a terzi, preservando il patrimonio aziendale e/o personale.

Entrando nello specifico ritengo sia essenziale, vitale, che una azienda e/o i suoi manager e chiunque abbia deleghe, sia coperto da una polizza di responsabilità civile denominata D&O: “Directors and Officers“: in sostanza una sorta di “polizza di responsabilità civile professionale” per coloro che operano all’interno dell’azienda, che tenga indenni da eventuali richieste risarcitorie di terzi.

A questo tipo di copertura si consiglia vivamente di affiancare una copertura/polizza che garantisca le spese legali risultanti da azioni che il terzo potrebbe intraprendere.

Le spese legali sono le prime da sopportare, e chi ha avuto esperienza di procedimenti sa che possono essere molto impattanti.

La polizza di Rc, di norma, non le anticipa, ma le paga al termine del procedimento, se soccombenti, e con la durata dei vari gradi di giudizio, a tutti nota, si rischia di rimanere esposti economicamente per parecchio tempo.

Nella mia analisi del rischio inserisco anche il: quanto mi costa tutto ciò?

Il costo, premio in termini assicurativi, va commisurato sul fatturato dell’azienda e sul settore merceologico.

Voglio comunque dare un ordine di grandezza di una copertura D&O: per aziende fino ai 10 milioni di euro di fatturato, escludendo certe tipologie di aziende ad alto impatto ambientale per esempio, in alcune migliaia di euro di premio con un massimale di risarcimento di 2.000.000 di euro.

La copertura D&O può essere sottoscritta anche in forma individuale dai singoli attori aziendali, nel caso l’azienda “non la ritenga utile”.

In conclusione il variegato mondo del Rischio e della sua trattazione è in continua espansione, come sono in continua evoluzione leggi e modi nuovi di fare business, sta a noi sfruttare le opportunità non prima però di aver messo in sicurezza chi prenderà poi le decisioni.

A seguire e a scopo illustrativo generale riporto alcune specifiche della polizza e alcune FAQ relative.

COSA E’ LA POLIZZA D&O?

La polizza D&O (“Directors & Officers Liability”) assolve il compito di proteggere il patrimonio personale degli amministratori e dei membri degli altri organi di gestione (amministratori, direttori, dirigenti, sindaci ed eventuali membri del consiglio di sorveglianza) e personale con specifiche deleghe nei casi in cui vengono chiamati in causa per risarcimento danni.

Nelle società di capitali gli organi di gestione e controllo rispondono infatti illimitatamente, e con il loro patrimonio personale, per la violazione degli obblighi, ossia per la colposa inosservanza dei doveri loro imposti dalla legge e dall’atto costitutivo.

Ciascun socio indipendentemente dalla quota sottoscritta, così come clienti e concorrenti della società ed altre figure, possono quindi promuovere azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori.

Chi sono i Terzi che possono avanzare una Richiesta di Risarcimento?

R: A titolo esemplificativo: Società (comprese le controllate, tramite per esempio l’azione sociale di

responsabilità), singolo Socio e i terzi in genere (Clienti, Fornitori, Concorrenti, Curatore Fallimentare, Pubblica Amministrazione/Autorità Governative, Banche, etc.).

Se la mia azienda non ritenesse opportuno stipulare la polizza potrei sottoscriverla a livello personale?

R: Certamente sì. Esistono coperture D&O cosiddette “stand alone” che coprono il singolo operatore/manager.

La D&O allora è una polizza di RC professionale?

R: NO, non è una polizza di RC professionale perché l’assicurato è un dipendente e non un professionista a p.iva.

Che differenza c’è tra copertura D&O ed RC Professionale?

R: La D&O copre le richieste di risarcimento derivanti dalla responsabilità civile gestionale e manageriale degli assicurati, così come previsto dagli articoli del Codice Civile 2392 (Responsabilità

verso la società), 2393 (Azione sociale di responsabilità), 2393 bis (Azione sociale di responsabilità esercitata dai soci), 2394 (Responsabilità verso i creditori sociali), 2394 bis (Azioni di responsabilità

nelle procedure concorsuali), 2395 (Azione individuale del socio e del terzo), 2396 (Direttori generali), 2407 (Responsabilità).

La RC Professionale copre le richieste di risarcimento derivanti da danni patrimoniali cagionati

ai clienti e derivanti da errori, negligenze, ritardi od omissioni della società o dei suoi dipendenti

nell’esercizio della propria attività sociale.

Quali possono essere alcune tipiche tipologie di sinistro coperte dalla D&O?

(esempi a puro titolo esemplificativo, rimandando sempre ad una attenta lettura delle condizioni di polizza)

R: Violazione dell’obbligo fiduciario nei confronti degli azionisti; richieste di risarcimento derivanti da “mala gestio” e “cattiva amministrazione” del patrimonio aziendale; violazione di leggi e regolamenti; fallimento, bancarotta ed altre procedure concorsuali; violazione degli impegni assunti

con i creditori; mancato rispetto della normativa pubblica; mobbing e discriminazioni in genere; violazioni di accordi aziendali; violazioni di legge sulla privacy; violazioni relative al mancato rispetto della normativa sulla sicurezza nell’ambiente di lavoro; mancato rispetto delle disposizioni previste dal d.lgs 231/01.

Questo articolo è stato redatto da Paolo Cantaluppi – Risk Manager di Insurance Factory Srl

Estratto dalla lettera AITI Numero 2° Quadrimestre 2015
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